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Le Torri dell'Argentario

 

Sono infinite le testimonianze delle vicende storiche, sotto il profilo dell'architettura militare, che hanno avuto come scenario la bassa Toscana, e in particolare il Monte Argentario, penisola che viene ricordata tra i possessi dell'abbazia delle Tre Fontane (con la Bolla Leonino-Carolina, 805), tra i patrimoni della famiglia dei conti Aldobrandeschi, promontorio che venne prima dominato dalla Repubblica Senese e poi dagli Spagnoli (con Filippo II° che lo aggregò allo stato dei Presidi) ed è infatti in questo periodo XV°-XVII° sec. che l'Argentario fu fortificato con numerose costruzioni di opere difensive, basta ricordare che nella trattatistica del 500 il Monte Argentario per la sua posizione strategica, viene spesso menzionato come il luogo più idoneo in Italia per costruirvi una città fortificata.

LA TORRE DI LIVIDONIA

La Torre di Lividonia si trova nella parte occidentale dell'abitato di Porto Santo Stefano, all'estremità nord-occidentale del promontorio dell'Argentario, lungo la strada panoramica costiera. La torre costiera fu fatta costruire dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento per implementare il sistema difensivo dello Stato dei Presidii, con funzioni di avvistamento verso nord e verso ovest. Tuttavia, il progetto per la realizzazione della torre è da attribuire all'ingegnere militare Francesco De Marchi, che ebbe l'incarico conferitogli nel 1548 dal governo della Repubblica di Siena, proprio negli ultimi anni in cui l'intero territorio era controllato dai Senesi. La fortificazione ha svolto funzioni militari fino ai primi decenni dell'Ottocento, quando è iniziata la progressiva dismissione a seguito dell'annessione dell'intero territorio al Granducato di Toscana. In epoca ottocentesca la torre subì una incursione piratesca nel 1814 e, alcuni anni dopo, ci fu un progetto per la realizzazione di un faro proprio presso la preesistente struttura difensiva costiera, che però non venne mai attuato. Nel 1867, dopo essere stata completamente dismessa dalle originarie funzioni militari, la torre fu venduta a privati e, durante il secolo scorso, si è ritrovata addossata a nuovi edifici abitativi. Recenti restauri hanno permesso di riportare la torre all'antico splendore, grazie anche all'ottimo stato di conservazione in cui si è sempre mantenuta. [modifica] Aspetto attuale La Torre di Lividonia si presenta come una struttura architettonica a pianta quadrangolare, disposta su tre livelli, con un basamento a scarpa cordonato sul quale poggia la parte superiore dell'edificio turriforme. L'originaria porta d'ingresso rettangolare modanata si apre al primo piano, sopra il cui architrave è collocato uno stemma gentilizio; alla porta si giunge attraverso una rampa di scale esterna.Le pareti esterne alternano tratti rivestiti in pietra a tratti scialbati, con una serie di feritoie che si aprono ad altezze diverse e due finestre (una per ciascun livello superiore) che si aprono sulla parete cha si affaccia in direzione del mare. La parte alta della torre risulta priva di coronamenti sommitali, con una terrazza che in passato era utilizzata dalle sentinelle per le funzioni di avvistamento; sul lato in cui si apre la porta d'ingresso era originariamente presente una caditoia, della quale rimane solo una struttura muraria sopraelevata, che garantiva maggiori condizioni di sicurezza nel controllare gli accessi alla struttura difensiva.

LA TORRE DELLA CACCIARELLA
La Torre della Cacciarella è una torre costiera situata nel comune di Monte Argentario, lungo il tratto costiero occidentale del promontorio dell'Argentario. La torre fu costruita poco dopo la metà del Cinquecento dagli Spagnoli, quando oramai l'intero territorio apparteneva allo Stato dei Presidii. Poco dopo la sua costruzione, la struttura difensiva costiera subì un tentativo di assalto condotto dal pirata Aydin Rais, che però venne contenuto dalle guarnigioni che vi prestavano servizio. La struttura conservò praticamente intatti gli originari elementi architettonici fino all'Ottocento, epoca in cui furono effettuati alcuni interventi di ristrutturazione, che culminarono nel 1825 con la costruzione di una cappella annessa e di un'altra struttura con funzioni di avvistamento. Il complesso difensivo venne abbandonato alla fine del medesimo secolo a seguito della sua dismissione. Aspetto attuale [modifica]La Torre della Cacciarella sorge in posizione dominante su un promontorio che domina l'omonima cala sottostante, all'interno di una vasta proprietà privata. La struttura difensiva costiera, parzialmente crollata a seguito del lungo periodo di degrado conseguente al suo abbandono, conserva unicamente l'originario basamento a scarpa a sezione quadrata, con mura massicce rivestite in pietra, ove si apre al pian terreno un'apertura ad arco tondo, preceduta da una coppia di gradini, che in passato costituiva un accesso secondario alla torre. L'ingresso principale si trovava infatti al piano rialzato ed era raggiungibile attraverso una perduta rampa di scale che culminava con un ponte levatoio. Attorno al rudere, sono presenti resti di cortine murarie che cingevano originariamente la torre costiera.

TORRE DI CALA GRANDE
La Torre di Cala Grande è una torre costiera situata lungo la costa occidentale del Monte Argentario, nell'omonimo territorio comunale, presso l'omonima cala. La torre fu costruita dai Senesi in epoca rinascimentale, più precisamente nel corso del Quattrocento, con funzioni difensive e di avvistamento lungo quello che, in quell'epoca, era il tratto costiero meridionale della Repubblica di Siena. Originariamente, era denominata Torre di Poggio de' Porri. La fortificazione fu ristrutturata in epoca tardocinquecentesca dagli Spagnoli, per implementare e migliorare il sistema difensivo dello Stato dei Presidii e per proteggere le coste più occidentali dell'Argentario. In epoca settecentesca la torre venne ulteriormente armata nel 1739 e, nel 1779, con un intervento di ristrutturazione le venne conferito un aspetto maggiormente fortificato. Nel periodo ottocentesco fu costruita presso la torre la cappella della Madonna del Rosario, in seguito perduta. La torre ha svolto le proprie funzioni di avvistamento, difesa ed offesa fino alla fine dell'Ottocento quando il complesso, che nel frattempo era passato al Ministero della Difesa a seguito dell'Unità d'Italia, fu profondamente modificato e trasformato in un faro, la cui gestione fu affidata alla Marina Militare. Nella seconda metà del secolo scorso venne dismesso anche il faro, il complesso fu venduto a privati e trasformato in edificio abitativo. Aspetto attualeLa Torre di Cala Grande presenta un aspetto completamente alterato rispetto all'originario impianto tardocinquecentesco. I lavori, che hanno portato alla trasformazione del complesso da torre di avvistamento a faro, si sono svolti tra il tardo Ottocento e i primi anni del Novecento; sono risultati determinanti nel cambiamento dell'aspetto originario della struttura. Le strutture murarie che costituivano la torre si sono venuti a trovare completamente incorporate all'interno dell'attuale complesso. Restano distinguibili alcuni tratti delle originarie strutture murarie in pietra, con cordonatura che delimitava nella parte alta il basamento a scarpa, che si è conservato assieme alla caratteristica rampa di scale che conduce al piano rialzato a quella che costituiva l'unica porta di accesso alla struttura difensiva. Originariamente, la torre si presentava a sezione quadrata, priva di coronamenti sommitali.

LA TORRE DI CALAMORESCA
La Torre di Cala Moresca è una torre costiera situata nel comune di Monte Argentario. La sua ubicazione è lungo il tratto litoraneo nord-occidentale del promontorio dell'Argentario, su un piccolo poggio che domina l'omonima cala, raggiungibile dalla strada panoramica costiera. La torre fu costruita dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento per rafforzare il sistema difensivo lungo la costa dello Stato dei Presidi. Rispetto ad altre strutture difensive presenti lungo il promontorio, per cause incerte questa torre assunse tuttavia un ruolo sempre più marginale nel corso del tempo, tanto che in alcune mappe di epoca settecentesca viene completamente omessa. Proprio sul finire di quel secolo la torre risultava già abbandonata, tanto che la cala sottostante risultò essere un punto debole durante alcune incursioni piratesche negli anni seguenti. Il rapido degrado della struttura è stato reso inesorabile anche dalla piena esposizione del luogo ai venti che hanno contribuito a determinare rapidi fenomeni erosivi delle strutture edilizie. La Torre di Cala Moresca si presenta sotto forma di ruderi, dove risulta ancora ben conservato il basamento a scarpa cordonato a pianta quadrangolare, con pareti rivestite in pietra, che nell'insieme si presenta come un imponente blocco troncopiramidale. Al di sopra il cordone che delimita in alto il basamento, rimangono solo pochissimi resti delle strutture murarie che costituivano la parte superiore della torre costiera, che originariamente si sviluppava su tre livelli con feritoie presenti a varie altezze per permettere lo svolgimento di funzioni di difesa attiva..

TORRE DI CALA PIATTI

Torre di Cala Piatti Di costruzione databile nel XVI° sec., è a pianta circolare, a picco sugli scoscendimenti dell'omonima cala, con funzioni di avvistamento la torre è divisa in due vani circolari, dei quali quello a pian terreno doveva servire come deposito d'acqua, l'altro, aperto all'esterno, doveva servire per l'alloggio dei torrieri. Ottimo il suo stato di conservazione.

LA TORRE DI CAPO D'UOMO
La Torre di Capo d'Uomo è una torre costiera situata nel comune di Monte Argentario, a circa 350 metri s.l.m., sulla vetta dell'omonimo poggio, che si eleva nella parte sud-occidentale del promontorio dell'Argentario, in posizione dominante verso il mare, pressoché a metà strada tra le frazioni di Porto Santo Stefano e Porto Ercole. La torre fu costruita in epoca medievale molto probabilmente dagli Aldobrandeschi, prima che gran parte dei loro territori entrasse a far parte della Repubblica di Siena, ove venne inglobato interamente il promontorio dell'Argentario. Nella seconda metà del Cinquecento la torre divenne un riferimento fondamentale per il sistema difensivo dello Stato dei Presidi, potendo inviare segnalazioni luminose tra la Torre di Cala Piccola e la Torre della Maddalena, tra loro impossibilitate a comunicare visivamente. La torre continuò a svolgere per secoli le originarie funzioni di avvistamento a cui era adibita, venendo definitivamente dismessa soltanto in epoca ottocentesca. La sua posizione in un luogo impervio e difficilmente accessibile fece sì che non ci fosse l'interesse all'acquisto da parte di privati, e così l'antica struttura difensiva andò incontro ad un rapido degrado, favorito purtroppo anche dal luogo particolarmente esposto all'azione dei venti. La Torre di Capo d'Uomo si presenta sotto forma di ruderi ben visibili, in posizione dominante, anche in lontananza dalla strada panoramica che si snoda lungo la costa occidentale del promontorio dell'Argentario. La torre conserva l'abbozzo del basamento a scarpa a pianta quadrangolare, oltre ai resti murari in pietra delle pareti esterne che caratterizzavano la sua parte superiore; attorno ad essa vi sono i resti di un coevo edificio annesso di cui non sono tuttora note quelle che erano le sue funzioni. Dalla collina della torre il campo visivo spazia lungo tutta la costa maremmana, verso l'Isola del Giglio, Giannutri e, nelle giornate terse, è ben visibile anche la Corsica: tutto ciò, dimostra l'importanza della fortificazione nei secoli passati nello svolgimento delle funzioni di avvistamento.

LA TORRE DELLA MADDALENA
La Torre della Maddalena è una torre costiera situata a Monte Argentario. La sua ubicazione è su un poggio a picco sul mare, lungo la sponda occidentale del promontorio dell'Argentario, raggiungibile dalla strada panoramica costiera. La struttura fortificata costiera fu costruita dai Senesi nel corso del Quattrocento come luogo da cui poter svolgere funzioni avvistamento e di difesa attiva e passiva lungo il tratto di mare ad ovest d
el promontorio: all'epoca costituiva uno dei punti di riferimento del sistema difensivo costiero lungo il litorale meridionale della Repubblica di Siena. Nella seconda metà del Cinquecento, il complesso passò agli Spagnoli che effettuarono lavori di ristrutturazione ed ampliamento, conferendo alla preesistente struttura un aspetto ulteriormente fortificato, adattando la torre al più imponente sistema difensivo dello Stato dei Presidii, potendo comunicare sia con la Torre delle Cannelle a est che con la Torre di Capo d'Uomo a nord, dalla cui posizione dominante veniva messa in comunicazione con le altre torri situate a nord-ovest e da lì non visibili. La fortificazione costiera svolse funzioni di avvistamento, di difesa ed offesa fino agli inizi dell'Ottocento, epoca in cui l'Argentario entrò a far parte del Granducato di Toscana. Nel 1834 fu decisa la sua definitiva dismissione dalle originarie funzioni militari e, nel 1867, venne infine venduta a privati. [modifica] Aspetto attualeLa Torre della Maddalena si presenta come una struttura architettonica a pianta quadrangolare, poggiante su un possente basamento a scarpa cordonato.Le strutture murarie esterne si presentano prevalentemente scialbate, pur rimanendo visibili vari blocchi di pietra di rivestimento, risalenti all'epoca di costruzione. Ad altezze diverse si aprono alcune feritoie, in passato utilizzate per svolgere funzioni di difesa attiva; la porta di accesso, al piano rialzato, era raggiungibile attraverso una rampa di scale esterna. La parte alta della torre si presenta piuttosto irregolare, con alcuni elementi architettonici che emergono dalla terrazza sommitale di avvistamento, che in passato quasi sicuramente costituivano gli innesti per le caditoie. Sui lati rivolti verso terra, la struttura difensiva si presenta ulteriormente fortificata, grazie ad alte cortine murarie che la cingono, costituendo di fatto un piccolo fortilizio, che venne aggiunto durante i lavori di riqualificazione effettuati dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento, garantendo ulteriori margini di sicurezza alla torre costiera.

LA TORRE DELLE CANNELLE
La Torre delle Cannelle è una torre costiera situata a Monte Argentario, in posizione a picco sul mare lungo la sponda sud-occidentale del promontorio dell'Argentario, raggiungibile dalla strada panoramica litoranea. Costruita su progetto dell'architetto Francesco di Giorgio Martini in epoca rinascimentale, più precisamente durante il Quattrocento, la torre sorse come luogo con funzioni di avvistamento e di difesa attiva e passiva lungo il tratto litoraneo meridionale della Repubblica di Siena. La struttura difensiva costiera fu ulteriormente rafforzata dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento, con lo scopo di farla diventare uno dei punti inespugnabile all'interno del sistema difensivo costiero dello Stato dei Presidii, visto il precedente di un'incursione piratesca che ebbe come obiettivo proprio questa torre nel 1514. La torre svolse le sue funzioni militari, con compiti di difesa e di avvistamento, fino alla fine dell'Ottocento, dopo essere diventata temporaneamente un presidio napoleonico all'inizio dei quel secolo, ed essere successivamente passata al Granducato di Toscana, sotto la cui amministrazione vennero migliorate alcune strutture preesistenti. La decisione della definitiva dismissione avvenne quando oramai era già stata raggiunta l'Unità d'Italia e venne riorganizzato il sistema difensivo lungo la costa del promontorio dell'Argentario. In seguito, la torre venne venduta a privati. Aspetto attuale [modifica]La Torre delle Cannelle si presenta a pianta esagonale (unica torre costiera toscana con tale planimetria), disposta su tre livelli, poggiante su un possente ed alto basamento a scarpa cordonato. Le strutture murarie, che in alcuni punti superano lo spessore di 3 metri, si presentano esternamente prevalentemente scialbate. La parte alta presenta un tratto coronato da archetti ciechi e mensole su cui trova appoggio il muro protettivo della terrazza sommitale. Di epoca relativamente recente è il seminterrato che è stato ricavato all'interno dell'edificio turriforme, nello spazio racchiuso dal basamento a scarpa. La torre è circondata quasi interamente da un ampio fortilizio a pianta poligonale irregolare, delimitato da alte e spesse cortine murarie, sul cui lato che guarda verso terra è presente un edificio annesso che originariamente ospitava gli alloggi della guarnigione. La costruzione del fortilizio, che presenta sul lato rivolto verso terra due vertici basionati, risale agli interventi di rafforzamento effettuati dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento; di epoca successiva risulta invece il fabbricato incorporato, la cui esistenza è accertata per la prima volta attorno alla metà dell'Ottocento.

TORRE DELLA CIANA
La Torre Ciana si trova all'estremità meridionale del Monte Argentario, sulle pendici di un promontorio situato alcuni chilometri a ovest rispetto alla non lontana Torre Avvoltore, raggiungibile attraverso la strada panoramica costiera. La struttura difensiva costiera fu costruita dai Senesi nel corso del Quattrocento, probabilmente su progetto di Francesco di Giorgio Martini, per rafforzare il sistema difensivo lungo il tratto litoraneo meridionale del territorio della Repubblica di Siena. La torre era stata infatti realizzata su un promontorio con funzioni di avvistamento e di difesa attiva e passiva lungo il tratto costiero meridionale dell'Argentario. Nella seconda metà del Cinquecento, la torre divenne uno dei punti di riferimento per il sistema difensivo dello Stato dei Presidii; in questo periodo la struttura venne ulteriormente fortificata dagli Spagnoli al fin di migliorarne la funzionalità. La torre subì gravi danneggiamenti a seguito di una violenta incursione piratesca avvenuta poco prima della metà del Settecento, più precisamente nel 1740. Dopo aver ripreso le sue funzioni, divenne un temporaneo presidio napoleonico agli inizi dell'Ottocento, per poi passare in seguito nel territorio amministrato dal Granducato di Toscana. Definitivamente dismessa dopo l'Unità d'Italia, nel 1877 fu venduta a privati. La Torre Ciana si presenta come una struttura architettonica a pianta circolare, disposta su tre livelli, con un possente basamento a scarpa cordonato sul quale trova appoggio la parte superiore dell'edificio turriforme. Le pareti esterne si presentano con alcuni tratti rivestiti in pietra ed altri con intonaco scialbato; in alcuni punti si aprono feritoie e piccole finestre da cui venivano svolte, in caso di necessità, le funzioni di difesa attiva. La porta di accesso è situata al piano rialzato, sopra il cordone del basamento a scarpa, ma è rimasta isolata a seguito della scomparsa dell'originaria rampa di scale esterna che vi conduceva; la parte alta, priva di coronamento, presenta i segni del degrado e dell'abbandono dell'ultimo secolo, pur essendo visibili i resti di mensole sporgenti che costituivano l'appoggio per l'originario coronamento sommitale. La torre è circondata dai resti delle cortine murarie che cingevano il fortilizio eretto dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento, dai quali è possibile identificare la pianta trapezoidale che lo caratterizzava, addossandosi con il lato corto alla parete esterna della torre rivolta verso terra.

LA TORRE DELL'AVVOLTORE
La Torre dell'Avvoltore, o più semplicemente Torre Avvoltore, si trova all'estremità sud-orientale del Monte Argentario, sulle pendici di un promontorio situato alcuni chilometri a sud-ovest di Porto Ercole, raggiungibile attraverso la strada panoramica costiera. La torre fu costruita dagli Aldobrandeschi in epoca medievale come punto strategico di avvistamento verso sud; successivamente, entrò a far parte della Repubblica di Siena continuando a svolgere le originarie funzioni. Proprio i Senesi nel 1459 ricostruirono interamente la struttura difensiva, conferendole l'attuale aspetto fortificato. Dalla seconda metà del Cinquecento la torre divenne uno dei punti di riferimento del sistema difensivo dello Stato dei Presidi; nel 1566 gli Spagnoli effettuarono una serie di lavori di riqualificazione e potenziamento del complesso, per meglio integrarlo nel più funzionale e moderno dispositivo difensivo costiero, nell'ambito del quale svolgeva efficaci funzioni di avvistamento e di segnalazione, potendo comunicare visivamente con il Forte Stella a est (la Torre dell'Acqua risultava già abbandonata) e con Torre Ciana a ovest. La torre fu gradualmente dismessa a partire dalla prima metà dell'Ottocento, dopo l'annessione del Monte Argentario al Granducato di Toscana; la sua definitiva chiusura e la vendita a privati avvenne comunque dopo l'Unità d'Italia. I restauri effettuati durante il secolo scorso hanno permesso di conservare integralmente l'antica fortificazione costiera. La Torre dell'Avvoltore si presenta come una possente struttura a pianta quadrangolare, con imponente basamento a scarpa cordonato che nell'insieme presenta una volumetria troncopiramidale su cui poggia la parte superiore dell'edificio turriforme. La porta di accesso si apre al piano rialzato, in posizione angolare destra, su uno dei lati rivolti verso terra; è raggiungibile attraverso una rampa esterna di scale, originariamente munita di ponte levatoio terminale in seguito sostituito da uno ligneo fisso. Le pareti esterne alternano alcuni tratti rivestiti in pietra ad altri con intonaco scialbato; una serie di feritoie ed alcune finestrelle quadrangolari si aprono ad altezze diverse, pur corrispondendo esternamente nell'insieme ai rispettivi livelli in cui è articolato il complesso. La parte alta è priva di coronamenti sommitali, pur essendo visibili due mensole sporgenti che interessano rispettivamente il lato orientale e quello meridionale. La torre è circondata nell'insime da una serie di alte e spesse cortine murarie di cinta, munite anch'esse di feritoie, che garantivano un ulteriore dispositivo di sicurezza alla struttura difensiva delimitandola sui tre lati rivolti verso terra. Tra le cortine murarie del fortilizio esterno e l'edificio turriforme si trova un edificio annesso, attualmente ad uso abitativo, che in passato era adibito anch'esso a funzioni militari. Il fortilizio protettivo esterno risale agli interventi di riqualificazione effettuati dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento.

TORRE DELL'ARGENTIERA
Torre dell'Argentiera Di costruzione senese, XV° sec., Particolare nel suo genere, perché pur appartenendo alla categoria di torri costiere d'avvistamento, non si trova sulla costa ma nell'interno, in cima alla collina dell'Argentiera, a cavallo tra la valle del Pozzarello, della Forconata, del Castagno e del Campone. La torre è di forma quadrata, si compone di due vani, uno per l'acqua e l'altro per l'alloggio, non presenta porte ma solo una piccola apertura sulla parte settentrionale, non ha scalinata esterna e il suo stato di conservazione non è molto buono. Torna su

Ricordiamo inoltre: Torre della Cacciarella - Torre di Santa Liberata - Torre di Cala Grande - Torre del Pertuso







 
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