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Porto Ercole
I RESTI DEL CARAVAGGIO
Monte Argentario (Grosseto), 3 luglio 2010 - Custodite in una teca di vetro, sono tornate oggi a Porto Ercole le ossa di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. I resti sono stati trasportati via terra, da Caravaggio (provincia di Bergamo), paese natale del maestro lombardo, a Cala Galera, a sud est del promontorio dell' Argentario. E da qui a Porto Ercole, dove Caravaggio trovò sepoltura.
Ad attendere il due alberi c'erano i sindaci di Monte Argentario, Arturo Cerulli, e Caravaggio, Giuseppe Prevedini, il vecisindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi, e il vicesindaco di Roma, il senatore Mauro Cutrufo. I resti di Michelangelo Merisi, o, piu' probabilmente, Merisio, detto il Caravaggio (Milano, 29 settembre 1571-Porto Ercole, 18 luglio 1610), sono stati esposti sulla banchina del porto per circa un'ora mentre nella chiesa di Porto Ercole il sottosegretario della Pontificia commissione per i Beni Culturali della Chiesa, monsignor Manuel Del Rio Carrasco, ha celebrato la messa di suffragio per il pittore lombardo. In serata, la teca è stata trasferita a Forte Stella, dove è rimasta esposta fino al 20 luglio.
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"Chiuder La Vita"
Esposizione Straordinaria del San Giovanni Battista della Galleria Borghese
Dal 18 luglio al 18 agosto 2010 la chiesa di Sant'Erasmo di Porto Ercole ha ospitato la mostra-evento Michelangelo Merisi da Caravaggio "Chiuder la vita".
L'esposizione, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Monte Argentario e da ENI, è stata aperta al pubblico gratuitamente per la sua intera durata. La mostra inteso celebrare gli ultimi momenti della vita del grande artista che proprio a Porto Ercole concluse la sua esistenza. Scrive il biografo Bellori: "Così il Caravaggio si ridusse a chiuder la vita e l'ossa in una spiaggia deserta, ed allora che in Roma attendevasi il suo ritorno, giunse la novella inaspettata della sua morte, che dispiacque universalmente"
Nel luglio del 1610 Michelangelo Merisi da Caravaggio scomparve per sempre. Nel disperato ed estremo tentativo di tornare verso Roma, da dove era fuggito dopo aver ucciso un uomo, Caravaggio lascia per l'ultima volta la costa di Napoli con le sue poche cose. Con lui tre dipinti probabilmente destinati al Cardinale Scipione Borghese, suo avido collezionista e uomo dall'enorme potere, unico in grado di commutare la sua pena in grazia, permettendogli di tornare a una vita vera.
Nessuno conosce con precisione le reali circostanze che lo portarono alla morte; dopo alcuni anni i biografi più noti del tempo lasciarono ai posteri una versione curiosamente concorde sulla fine della sua esistenza. Giunto a Palo, Caravaggio venne arrestato e due giorni dopo, riacquistata la libertà, si lanciò all'inseguimento della feluca su cui le sue opere avevano proseguito il viaggio, nel disperato tentativo di recuperare l'unico reale salvacondotto per il potente Cardinale.
Stremato dalla fatica e dalla febbre che lo aveva colto, uno dei geni assoluti della pittura di ogni tempo trovò la morte a soli trentanove anni a Porto Ercole.
Così oggi, a quattrocento anni dalla sua scomparsa, Michelangelo Merisi da Caravaggio viene ricordato nel luogo dove la storia ha voluto che giungesse a " chiuder la vita ".
Viene celebrato attraverso la sua pittura, segno potente e indissolubile della sua grandezza, ricostruendo l'ipotetico carico della sua agognata feluca nel simbolico "ventre" della chiesa più antica di Porto Ercole.
Protagonista dell'esposizione è lo straordinario San Giovanni Battista della Galleria Borghese, opera unanimemente riconosciuta dalla critica come appartenente al prezioso carico dell'imbarcazione. Il dipinto verrà posto in una speciale teca di cristallo climatizzata del Laboratorio Museo Tecnico Goppion e illuminata in modo che il pubblico la possa ammirare da vicino in tutta la sua bellezza. Lo Studio Greci curerà l'allestimento nella chiesa regalando al pubblico un'atmosfera di grande impatto, rievocando l'interno della feluca.
Un filmato inserito all'interno dell'allestimento raccoglierà inoltre gli spezzoni dei film che negli ultimi ottanta anni hanno raccontato gli istanti finali della vita del grande artista lombardo, rivissuti attraverso la sensibilità dei maggiori registi e interpreti internazionali.
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